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FC2, la sagra degli errori in Austria riapre il campionato

Due settimane fa dopo la gara di Baku avevamo scritto che il peggio ormai era passato, nel senso che ci eravamo lasciati alle spalle quella che certamente sarebbe stata la gara più difficile del campionato, e che un pilota in grado di fare tutta la gara azera senza commettere il minimo errore avrebbe poi avuto ben poco da temere in vista delle gare successive in Austria, Belgio, Monza e Sochi, tutte piste conosciutissime e ormai senza segreti per nessuno, ad esclusione della pista russa che comunque dispone di ampie vie di fuga in asfalto che perdonano anche errori gravi.

Niente di più sbagliato invece, perche il Red Bull Ring si è rivelato un tracciato ancora più insidioso di quello azero: la monoposto RSS Formula 2 V6 si è rivelata veramente difficile da guidare al limite sulla pista austriaca, in particolare l'uscita dalle curve lente (il tornante Remus e la successiva curva Schlossgold) ha creato parecchi problemi anche ai piloti che in precedenza avevano dimostrato un ottimo feeling con questa macchina, probabilmente a causa del turbo che quando entrava in azione faceva pattinare le ruote posteriori causando un testacoda se non si era proprio chirurgici nel dosare l'acceleratore.

Anche la stabilità lungo le curve veloci si è rivelata un problema non da poco, e davvero tanti sono stati gli errori in curva 1 e all'uscita dell'ultima curva, forse anche a causa del fatto che alcuni piloti hanno scelto un assetto piuttosto scarico, e anche perchè le gomme sono davvero delicate, nel senso che anche un innocuo sovrasterzo può causare un innalzamento repentino della temperatura delle gomme che può durare anche due giri, durante i quali anche se le gomme sono ancora nuove il grip diminuisce sensibilmente. Tutto ciò ha prodotto una gara veramente pazza, piena di errori, incidenti e colpi di scena, una gara che ha ricordato neanche troppo vagamente la prima gara della prima edizione del campionato ACF2 2016, che si correva proprio qui al Red Bull Ring e anche in quel caso con una monoposto, la Formula Renault 3.5, molto delicata da guidare.

In qualifica il leader del campionato Cesare Penco ha dato un'altra mazzata alle speranze dei suoi rivali ottenendo la seconda pole position consecutiva, sebbene con soli 7 millesimi di margine su Giorgio Simonini, ma facendo molto meglio dei suoi principali rivali per il titolo, con Angelo Trifilio 5° e Giuseppe Urso addirittura 10°. In seconda fila si sono piazzati Gianluca Rosi (a soli 7 centesimi dalla pole) e Marco Onofrio, mentre Matteo Lorenzetti ha ottenuto la miglior qualifica del suo campionato, 6° a mezzo secondo dalla pole, dimostrandosi particolarmente a suo agio su questa pista, addirittura più del suo caposquadra Giuseppe Urso.

Allo start Giorgio Simonini ha avuto un ottimo spunto e sembrava ormai aver superato Cesare Penco, che invece ha tirato una gran staccata all'esterno della prima curva riuscendo non senza qualche rischio a tenere la prima posizione. Ottima la partenza di Guglielmo Matti che nel giro di tre curve è risalito dal 9° al 6° posto, mentre nelle prime posizioni si registra il sorpasso di Angelo Trifilio su Marco Onofrio per il 4° posto, sorpasso probabilmente propiziato anche dal maggior grip garantito dalle gomme Soft del pilota del Fast & Aged rispetto alle Medie di Onofrio.

Anche il poleman Cesare Penco ha scelto di partire con le Medie contro le Soft di Simonini, e presumibilmente anche il suo serbatoio era molto più pieno di quello del rivale, dato che si suppone che uno che parte con le Medie abbia in mente di fare uno stint molto più lungo di uno che parte con le Soft, perciò Giorgio Simonini con le gomme Soft e un minor carico di carburante aveva probabilmente un ritmo più veloce di quello del leader, ma ovviamente per trarne il massimo beneficio avrebbe dovuto cercare il sorpasso al più presto.

L'attacco di Giorgio Simonini non si è fatto attendere, e già al 2° giro ha rotto gli indugi affiancando Penco sul rettilineo dopo il tornante Remus, ma all'uscita della successiva curva Schlossgold il leader del campionato ha perso la macchina in accelerazione finendo violentemente contro le barriere e rimediando danni tali da costringerlo immediatamente a fermarsi ai box per le riparazioni, un vero e proprio colpo di scena in ottica campionato, anche se per fortuna di Penco dopo il suo errore in testa alla gara c'erano Simonini e Rosi che non sono in lotta per il titolo non avendo preso parte alla prima gara del campionato.

Col senno di poi si potrebbe dire che proprio perchè Giorgio Simonini non era in lotta per il titolo non c'era nessun motivo di prendersi rischi per tenerlo dietro, soprattutto considerando che disponeva di una macchina in quel momento molto più performante per via delle gomme Soft e del minor carico di carburante... con Marco Onofrio 4°, Angelo Trifilio 6° e Giuseppe Urso solo 11° da un punto di vista puramente razionale non aveva nessun senso intestardirsi a difendere la posizione da piloti non in lotta per il titolo, e con una leadership in campionato di ben 22 punti su un pilota, Urso, che in quel momento era 11°, Cesare Penco avrebbe dovuto essere l'ultimo pilota al mondo a prendersi dei rischi, invece dopo due giri era già ultimo.

Al 9° giro Trifilio si è portato in terza posizione scavalcando Onofrio che con gomme Medie stava facendo quello che avrebbe dovuto fare anche Penco, ovvero correre in tranquillità tenendo il proprio passo e senza ingarellarsi coi piloti che in quel momento disponevano di una macchina più veloce, mentre nelle retrovie si segnala una prima parte di gara all'arma bianca di Lorenzo Galasso che ha preso il via addirittura con le gomme SuperSoft, ma quando le sue gomme sono calate ha iniziato via via a perdere tutte le posizioni guadagnate, fino a concludere all'ultimo posto, anche perchè si è intestardito ad usare solo le SuperSoft per tutta la corsa.

Al 18° giro sui 54 previsti uno sfortunatissimo Matteo Lorenzetti è incappato in un problema tecnico del suo pc che freezandosi per parecchi secondi lo ha fatto finire a tutta velocità contro le barriere costringendolo al ritiro, un vero peccaro perchè era 6° e alla luce di tutto ciò che è successo in seguito ad alcuni fra i piloti di testa avrebbe potuto ambire almeno al 4° posto. Fra il problema tecnico di Kevin Siggy a Monza nel GT3, il problema di connessione che ha impedito a Maurizio Turri di prendere il via insieme agli altri piloti all' Estoril in FC4 e adesso quest'altro problema tecnico per Lorenzetti, non si può certo dire che il Drive-in Autosport stia attraversando un periodo fortunato, e questo ritiro potrebbe aver sancito la fine della loro rincorsa alla classifica Team, nella quale il Drive-in Autosport prima di questa gara occupava il 2° posto a soli due punti dal Rivetto Racing Team.

Nel frattempo dopo la sosta per riparare i danni Cesare Penco stava recuperando parecchio sui piloti che lo precedevano, e anzi stava girando anche più forte dei battistrada, ma bastava vedere qualche secondo dalla sua telecamera on board per capire che era veramente al limite e guidando così prima o poi avrebbe commesso altri errori; al 22° giro infatti ha sbattuto nuovamente a muro mentre era 9° dovendo rientrare ancora una volta ai box per riparare i danni ritrovandosi così di nuovo in ultima posizione. Quasi nello stesso momento anche Urso ha commesso un errore, andando in testacoda in curva 1 e perdendo una decina di secondi ma rimanendo in ottava posizione e riuscendo a non urtare le barriere.

La gara era a quel punto saldamente nelle mani di Giorgio Simonini che aveva una leadership di oltre 4" su Gianluca Rosi, ma al 26° giro è finito in testacoda scivolando così in terza posizione dietro anche ad Angelo Trifilio e appena davanti a Marco Onofrio,  che nella prima parte di gara era riuscito a contenere il suo distacco con le meno performanti gomme Medie e che da qualche giro stava iniziando a recuperare sui battistrada, favorito dalla minore usura delle sue gomme.

Col leader del campionato Penco nelle ultime posizioni, Angelo Trifilio ha probabilmente iniziato a sentire odore di rimonta in ottica campionato, e l'errore del leader della gara Simonini che lo ha fatto salire al 2° posto deve avergli dato ancora più carica, col risultato che al 28° giro si è portato in prima posizione superando Rosi all'esterno del tornante Remus, una manovra davvero da cineteca. Con Penco 14° in quel momento Angelo Trifilio era virtualmente in testa alla classifica di campionato.

Alla fine dello stesso giro, il 28°, i tre battistrada Trifilio, Rosi e Simonini sono andati ai box per effettuare la loro sosta, lasciando la prima posizione a Marco Onofrio che essendo partito con gomme Medie ha potuto allungare parecchio il suo primo stint. Fra Trifilio e Rosi non ci sono stati cambi di posizione ai box, mentre al 30° giro Simonini ha commesso un altro errore danneggiando gravemente la sua auto, per poi rovinare completamente la sua gara quando, tornato ai box per riparare i danni, è rientrato in pista senza averli riparati, dovendo così percorrere un altro giro con macchina gravemente danneggiata per poi rientrare un'altra volta ai box: questo pasticcio lo ha fatto sprofondare addirittura all' 11° posto ben dietro a Penco, che nel frattempo aveva recuperato fino al 7° posto raggiungendo e superando addirittura Urso.

Al 36° giro il momento decisivo della gara, col pit stop di Marco Onofrio,  che fra lo stupore generale è tornato in pista ancora in prima posizione e addirittura con 2,5" di margine su Trifilio, ma c'è una spiegazione: essendo partito con gomme Medie e con benzina per 36 giri, Onofrio al momento del pit stop ha dovuto imbarcare la benzina necessaria per percorrere solamente i 18 giri finali, mentre Trifilio e Rosi essendosi fermati 8 giri prima hanno per forza di cose dovuto imbarcare benzina per fare 8 giri in più, ovvero una differenza di almeno 25 litri, il che significa che la sosta di Onofrio proprio perchè ha dovuto imbarcare poca benzina è stata decisamente più breve di quella dei suoi due rivali, così tanto più breve da permettergli di balzare in testa con un vantaggio di oltre 2,5" e anche con gomme di 8 giri più nuove.

Una strategia veramente geniale, ma oltre all'intelligenza di programmare questa tattica così particolare era necessaria anche una grande pazienza nelle prime fasi di gara con macchina più pesante e con gomme meno performanti, e Onofrio non poteva quindi permettersi di prendere rischi ingaggiando duelli con piloti che in quel momento erano molto più veloci di lui. Col passare dei giri il degrado delle gomme Soft degli altri piloti ha iniziato a farsi sentire, e la differenza di rendimento fra Soft e Medie si è via via ridotta fino ad azzerarsi, inoltre dopo la sosta dei battistrada, Onofrio è rimasto in pista per altri 8 giri prima di fermarsi a sua volta, e in questi 8 giri con gomme Medie consumate ma col serbatoio vuoto è riuscito ad essere più veloce di Trifilio e Rosi che disponevano di gomme Soft nuove ma macchina carica di carburante, e se a questo poi ci aggiungiamo una sosta ai box molto più corta per imbarcare meno benzina ecco che il gioco è fatto. 

Dopo essersi trovato in testa a pit stop effettuato, Marco Onofrio è riuscito a tenere la prima posizione fino alla bandiera a scacchi nonostante Angelo Trifilio abbia dato tutto riuscendo a ridurre il suo gap fino a 1,5" sotto la bandiera a scacchi: un confronto importante il loro, dato che in campionato sono ora divisi da soli 3 punti (al netto di eventuali penalità che saranno comminate nei prossimi giorni) e sono ora anche tornati pienamente in lotta per il titolo grazie alla giornataccia di Cesare Penco, che dopo aver recuperato fino al 7° posto ha commesso un altro errore a pochi giri dalla fine, con conseguente ennesima sosta ai box e 10° posto finale.

Alle spalle di Onofrio e Trifilio, il terzo gradino del podio se lo è aggiudicato Gianluca Rosi a 6,6" dalla vetta, con Claudio Cecalupo 4° e un ottimo Guglielmo Matti 5°. Proprio Matti ha dato spettacolo negli ultimi giri, quando poco dopo aver perso il 4° posto venendo superato da Cecalupo, ha commesso un errore al penultimo giro danneggiando la sua auto ed esponendosi all'attacco di Vaccari, Urso e Simonini che gli sono piombati dietro di colpo.

La difesa del pilota dello Strato Racing è stata decisa ma pulita, e proprio all'ultimo giro Vaccari dopo averlo affiancato all'interno della curva Schlossgold lo ha urtato leggermente, girandosi e venendo colpito anche da Urso: questi contatti hanno dato respiro a Matti che è quindi riuscito a portarsi a casa la quinta posizione, mentre alle sue spalle si è scatenata una lotta feroce nelle ultime curve che ha visto Giuseppe Urso aggiudicarsi il 6° posto praticamente in volata con Simonini, mentre Damiano Vaccari ha concluso 8° dopo aver perso due posizioni all'ultimo giro.

Top ten chiusa da Giulio De Andreis e Cesare Penco, che ha probabilmente commesso in questa gara più errori di quanti ne ha commessi in tutta la sua carriera su Esportseries.net fino a questo momento: la sua strategia era probabilmente simile a quella, vincente, di Marco Onofrio, ma nel suo caso è mancata completamente la gestione della macchina nelle fasi iniziali della corsa, e poi dopo l'errore del 2° giro ne ha commessi parecchi altri nella foga di recuperare, peccato soprattutto per l'ultimo errore commesso ad una manciata di giri dalla bandiera a scacchi, senza il quale probabilmente avrebbe potuto ambire addirittura al 5° posto di Guglielmo Matti, visto il caos che c'è stato all'ultimo giro in quelle posizioni.

In ogni caso, il vantaggio in classifica di Penco era così grande che anche dopo la debacle austriaca il pilota del Rivetto Racing Team è rimasto ancora in testa alla graduatoria, con ancora 8 punti di vantaggio su Onofrio, 11 su Trifilio e 14 su Urso. In quinta e sesta posizione abbiamo Rosi e Simonini, che se avessero preso parte alla gara di apertura sarebbero certamente in piena lotta per il campionato, invece il loro distacco in classifica è decisamente troppo elevato anche per sperare in un arrivo nei primi tre posti.

La prossima gara si disputerà giovedì 21 febbraio in Belgio sulla famosissima pista di Spa-Francorchamps che certamente non ha bisogno di presentazioni. In passato il tracciato belga ospitò l'ultimo round del campionato ACF2 2016 che vide la vittoria di David Greco, il quale fu però squalificato per il mancato utilizzo dell'anticheat, lasciando quindi il gradino più alto del podio a Daniele Pasquali alla sua prima affermazione. Alle sue spalle si piazzarono Mirko Cesca e Dylan Harris, che si aggiudicò anche il 3° posto in campionato a soli 15 anni e 6 mesi, ed è tuttora il simdriver più giovane italiano ad aver concluso un campionato nei primi tre posti con Assetto Corsa.

L'anno seguente quella di Spa fu la quarta gara del campionato FC2 2017 e fece registrare una perentoria tripletta marchiata Fast & Aged, con Francesco Montereale che vinse davanti ad Alex Tarantino e Massimo Masetti, con Gianfranco Giglioli che si classificò 5° ma che poi ha vinto entrambe le gare rimaste in calendario, completando una rimonta incredibile e aggiudicandosi il titolo a 19 anni e mezzo, record di precocità tutt'ora imbattuto. L'appuntamento per la diretta straming di qualifiche e gara è quindi per le 21:30 di giovedì 21 febbraio sul nostro canale youtube.

Risultati Qualifiche e Gara

Campionato Piloti

Campionato Team

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