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Con tre gare su cinque andate in archivio, anche se la matematica non ha ancora espresso il suo inconfutabile verdetto, è ormai chiaro che sia il titolo piloti che quello riservato ai team siano ormai andati al team Fast & Aged, qui a Vallelunga più dominante che mai con una perentoria tripletta sia in qualifica che in gara. Certo, mancava Maurizio Naselli, vincitore della prima gara a Barcellona e unico pilota apparso in grado di tenere testa a Samuele Ferrari e Pietro Schettino nei primi due appuntamenti, ma anche in questa terza gara gli alfieri del Fast & Aged almeno in qualifica sembravano aver trovato un quartetto di piloti in grado di competere con loro, dato che se si esclude il tempo da marziano di Ferrari (capace di ottenere la pole con 4 decimi di margine), fra Pietro Schettino 2° e Marco Panero 7° c'erano poco più di 7 centesimi, il che significa che anche la più piccola sbavatura avrebbe potuto fare la differenza fra partire in prima fila e prendere il via dalla settima posizione.


Dopo una prima gara sul circuito portoghese dell' Estoril che era stata abbastanza emozionante ma forse un pò meno di quello a cui eravamo abituati dalle due scorse edizioni del campionato FC4, ecco che a Misano è andata in scena una gara davvero stupenda, con una lotta a quattro per la vittoria durata per tutta la prima parte di gara e una sorta di "faida" fra AKR Simracing e Drive-in Autosport che ha tenuto altissimo l'interesse degli spettatori, con tutti i loro piloti che in ogni zona della classifica si sono trovati in lotta con il coltello tra i denti dal primo all'ultimo giro, duelli che hanno fatto infiammare il pubblico ma che purtroppo non sempre sono finiti in modo pulito.

A vincere anche stavolta è stato Emilio Longo, che se nelle prime fasi di gara ha dovuto sudare non poco per conquistare la prima posizione, ha poi tratto vantaggio dagli errori e gli incidenti degli avversari, con i suoi compagni di squadra che a dire la verità hanno giocato un ruolo piuttosto importante nel favorire la sua fuga, come quando al 10° giro Alessandro Ottaviani ha colpito e mandato in testacoda Maurizio Turri che era 2° a poco più di 1" da Longo; da quel momento in poi la gara del leader del campionato si è fatta sempre più in discesa, con Turri che è successivamente incappato in un altro testacoda (stavolta tutto da solo) e poi per qualche strano motivo la sua sosta ai box è durata oltre 6" in più del normale, estromettendolo anche dalla lotta per il podio.

Le qualifiche sono state equilibrate ed avvincenti come non mai, a cinque minuti dalla fine i primi tre erano racchiusi in soli 24 millesimi con un sorprendente Roberto Selle in pole provvisoria, ma poi negli ultimi minuti sono saliti in cattedra Emilio Longo prima e Maurizio Turri poi, che con un giro davvero mostruoso ha ottenuto la pole con quasi 2 decimi di vantaggio sull'alfiere dell' AKR Simracing. Per il pilota del Drive-in Autosport si tratta della terza pole in carriera nella categoria entry level a ruote scoperte, in quanto era partito in prima posizione anche nelle prime due gare della prima edizione del campionato ACF4 nel 2016, ottenendo una vittoria nella prima gara e un ritiro per disconnessione nella seconda. Dopo avere pregustato la pole position per Roberto Selle è arrivato comunque un ottimo terzo tempo, con Andrea Benedetti e Alessandro Ottaviani a completare la top five, e a seguire Giulio De Andreis e Claudio Costarelli. Da notare come le prime 7 posizioni in qualifica siano state monopolizzate da soli tre team, col Drive-in Autosport e il Rivetto Racing Team che hanno piazzato due piloti e l' AKR Simracing che ne ha piazzati addirittura tre.

I primi giri di questa corsa sono stati probabilmente i più spettacolari dell'intera stagione di simracing su Esportseries.net, con Longo che già nelle prime due curve ha cercato l'assalto al primo posto di Turri, ma è stato invece beffato dall'altro pilota del Drive-in Autosport Roberto Selle che lo ha passato all'interno della terza curva. Purtroppo già all'uscita della curva successiva a causa delle gomme fredde ha perso completamente il controllo della sua monoposto ed è finito violentemente contro le barriere, sprofondando nelle ultime posizioni.

Che per il Drive-in Autosport non sarebbe stata una gara fortunata, come se non bastasse l'incidente di Roberto Selle dopo sole tre curve, lo si è capito alla fine del primo giro, quando Maurizio Turri ha dovuto rallentare per evitare una Safety Car rimasta ferma in griglia ed Emilio Longo ne ha approfittato per superarlo all'ingresso dell'ultima curva, uscendo però troppo largo col risultato che Turri ne ha approfittato per contrattaccare immediatamente e risuperarlo con una grande manovra durata per tutto il primo settore del secondo giro. Nel frattempo un incidente fra Andrea Benedetti e Claudio Costarelli (rispettivamente 4° e 5°) all'inizio del secondo giro ha fatto sprofondare entrambi nelle retrovie. La lotta fra Turri e Longo si è ben presto trasformata addirittura in una lotta a cinque, con anche Ottaviani, De Andreis e Francesco Santalucia (autore di un incredibile rimonta dato che partiva 10°) ad unirsi alla compagnia. 

La muraglia difensiva eretta da Maurizio Turri è stata perforata alla fine del 3° giro da Emilio Longo, ma il tempo perso dai due durante il sorpasso ha favorito l'avvicinamento di Ottaviani che ha cercato l'attacco sul rettilineo di arrivo, con i tre che si sono aperti a ventaglio e hanno percorso tutto il rettilineo principale affiancati, e un temerario Turri si è ripreso nuovamente la prima posizione con una staccata da paura e rischiosissima, dato che essendo stretto a sandwich fra i due alfieri dell' AKR Simracing ogni minimo errore di uno dei tre piloti avrebbe per primo coinvolto lui.

Nel corso del 4° giro Turri e Longo hanno guadagnato un piccolo margine su Ottaviani e Santalucia in feroce lotta fra loro, ma all'uscita dell'ultima curva Santalucia è finito con le ruote esterne sull'erba perdendo la macchina e rischiando seriamente di essere colpito in pieno dal gruppone che sopraggiungeva, eventualità che miracolosamente non si è verificata; il pilota del Drive-in Autosport ha così ripreso la corsa in undicesima posizione senza danni alla sua auto, poteva andargli decisamente peggio.

Nei primi cinque giri non c'è stato letteralmente un attimo di respiro, con Longo che al quinto giro si è portato in testa superando Turri sfruttandone la scia per poi sverniciarlo in rettilineo probabilmente anche grazie ad un assetto più scarico, dato che la sua velocità in rettilineo era molto più alta di quella del poleman; a differenza delle altre volte, in questa occasione Emilio Longo è riuscito a non dare al rivale nessuna possibilità di contrattaccare, anche se Turri gli è comunque rimasto incollato per parecchi giri, ma forse proprio il fatto di avere un assetto con più carico aerodinamico gli ha impedito di attaccare Longo in rettilineo e magari di restituirgli il sorpasso nello stesso punto in cui lo aveva subito.

Le lotte non sono mancate neanche nella seconda parte del gruppo, con Andrea Benedetti che dopo aver recuperato qualche posizione dopo l'incidente con Costarelli si è girato scendendo nuovamente nelle retrovie, mentre Roberto Selle nonostante i danni che avrebbe dovuto avere in seguito al violento impatto contro le barriere al primo giro (ma sappiamo tutti quanto su Assetto Corsa il concetto di "danni" sia praticamente inesistente), è riuscito addirittura a rientrare nella top ten dopo soli 7 giri, ben davanti addirittura a Francesco Santalucia che fino a due giri prima era 5° e a differenza di lui aveva avuto solo un "innocuo" testacoda senza collisioni. Da segnalare anche l'ottima prima parte di gara di Alessio Coniglio, capace di recuperare dal 15° al 6° posto nel corso dei primi 7 giri.

La gara si è leggermente calmata fino al 10° giro, quando Maurizio Turri, in quel momento secondo a pochi decimi dal pilota AKR Simracing Emilio Longo, è stato colpito e mandato in testacoda dall'altro pilota AKR Simracing Alessandro Ottaviani, col risultato che quest'ultimo è rimasto 2° ma a 6" da Longo, e Turri è invece sceso al 4° posto dietro anche a Giulio De Andreis e ad 8" dalla vetta. Il contatto fra Ottaviani e Turri è stato lieve e chiaramente non intenzionale, ma sta di fatto che da quel momento la gara di Emilio Longo si è fatta completamente in discesa, e il prosieguo della gara per lui non è stato altro che una cavalcata trionfale fino alla bandiera a scacchi, col vantaggio sul secondo classificato che è arrivato a oltre 16", a voler dimostrare che avrebbe avuto tutto il potenziale per portare a casa la vittoria anche senza l'incidente del 10° giro che gli ha spianato la strada. 

Alla fine del 13° giro pit stop per Ottaviani, che ha curiosamente deciso di montare gomme Hard per il secondo e ultimo stint. Le gomme più dure hanno un'usura pressochè nulla, tanto che, se il serbatoio fosse abbastanza capiente, sarebbero teoricamente in grado di percorrere ben più dei 29 giri di gara senza quasi accusare nessun degrado, ma in quanto a velocità sul giro già da nuove vanno come le Medie vecchie di parecchi giri, inoltre non essendoci le termocoperte il giro di uscita dai box con queste gomme è un vero incubo, perchè finchè non vanno in temperatura hanno così poco grip che sembra quasi di guidare sul bagnato. Proprio per questo motivo Alessandro Ottaviani è immediatamente finito in testacoda appena uscito dai box nello stesso punto in cui aveva sbattuto Selle nel corso del primo giro, anche se fortunatamente il pilota dell' AKR Simracing ha solo perso una decina di secondi senza impattare contro il muro.

Con questo errore la rincorsa al podio di Alessandro Ottaviani sembrava finita, ma Maurizio Turri gli ha incredibilmente restituito la posizione con un testacoda nel corso del 14° giro e con una sosta ai box che per motivi ignoti è durata ben 6" in più rispetto ai suoi diretti rivali, col risultato che al rientro in pista dopo la sosta si è trovato oltre 5" dietro ad Ottaviani. Intanto al 15° giro c'è stata un'altra grande battaglia fra Drive-in Autosport e AKR Simracing, stavolta non per le primissime posizioni ma per il 12° posto fra Antonello Susca, Claudio Costarelli e Roberto Selle, risoltasi anche in questo caso con un pilota AKR che ha colpito uno del Drive-in, con Susca ad avere la peggio.

A pit stop completati non ci sono più stati grandi stravolgimenti nelle prime posizioni, con Emilio Longo che ha tenuto la prima posizione fino al traguardo precedendo di 16" un grandioso Giulio De Andreis, al quale va un plauso particolare per essere stato l'unico fra i primi 7 a non avere avuto nessun contatto durante tutta la gara, non facendosi ingolosire da invitanti varchi semi aperti ma rischiosi lasciati dai piloti che lo precedevano nei primi giri, e standosene quasi "in disparte" a lasciar scannare i suoi avversari e approfittare dei loro errori per guadagnare posizioni senza il minimo rischio, un pò quello che ha fatto per tutto il campionato ACF4 2016 Antonio Di Gilio, che alla fine ha vinto il titolo stando praticamente sempre in attesa che i suoi avversari commettessero errori. Quando si corre con monoposto piccole e poco potenti e contro tanti avversari di livello pressochè identico la storia insegna che il modo giusto di correre è proprio questo.

Podio completato da Alessandro Ottaviani, che stava per essere avvicinato da Maurizio Turri ma negli ultimi giri ha beneficiato delle gomme Hard che non hanno avuto il minimo calo a differenza delle Medie del pilota del Drive-in Autosport che dopo un paio di "avvertimenti" ha dovuto tirare i remi in barca e accontentarsi del 4° posto che gli va sicuramente stretto, perchè senza la tamponata subita proprio da Ottaviani, il testacoda del 14° giro e una sosta ai box lunghissima, almeno il 2° posto sarebbe stato pienamente alla sua portata.

Quinto posto per Andrea Benedetti bravissimo a recuperare dopo il contatto con Costarelli nelle fasi iniziali, col pilota dell' AKR Simracing 6° al traguardo al termine di un altro duello all'arma bianca con Roberto Selle, che dopo l'erroraccio al 1° giro mentre era 2° è comunque riuscito a risalire la china e portare a casa un risultato incoraggiante. Top ten completata da Alessio Melani, Alessio Coniglio e Luca Gagliardini, mentre Francesco Santalucia non è riuscito a ritornare a ridosso del gruppo di testa dopo il testacoda nelle fasi iniziali della corsa, e ha concluso 11°.

La prossima gara è in programma lunedì 18 febbraio sulla pista tedesca di Oschersleben, inaugurata nel 1997 e ben presto diventata famosa soprattutto per avere ospitato a lungo le gare delle più importanti categorie a ruote coperte come il DTM, il WTCC e il FIA GT. Dal 2000 al 2004 ha anche ospitato la Superbike. Si tratta di una pista lenta e tortuosa ma perfettamente pianeggiante a differenza dell' Estoril sul quale si è corsa la gara di apertura di questo campionato, quindi la ricerca di un setup ideale dovrebbe essere meno critica anche perchè non ci sono tanti compromessi da attuare perchè i due rettilinei principali sono piuttosto corti e quasi certamente tutti sceglieranno un assetto piuttosto carico. Non sarà probabilmente una pista ideale per i sorpassi, ma il fatto che le vie di fuga siano quasi tutte in erba o sabbia farà pagare a caro prezzo anche il minimo errore. L'appuntamento è come di consueto alle 21:30 per la diretta streaming di qualifiche e gara.

Risultati Qualifiche e Gara

Classifica Piloti

Classifica Team

Streaming YouTube


Due settimane fa dopo la gara di Baku avevamo scritto che il peggio ormai era passato, nel senso che ci eravamo lasciati alle spalle quella che certamente sarebbe stata la gara più difficile del campionato, e che un pilota in grado di fare tutta la gara azera senza commettere il minimo errore avrebbe poi avuto ben poco da temere in vista delle gare successive in Austria, Belgio, Monza e Sochi, tutte piste conosciutissime e ormai senza segreti per nessuno, ad esclusione della pista russa che comunque dispone di ampie vie di fuga in asfalto che perdonano anche errori gravi.


L'anno scorso lottarono col coltello tra i denti in qualifica, separati da soli 5 millesimi al termine degli oltre 22km di pista, e in gara diedero vita ad un duello memorabile nei primi due giri, fino a quando alla fine del secondo giro Danilo Santoro riuscì non senza prendersi grossi rischi a scavalcare il leader della corsa Kevin Siggy e alla fine andò a vincere la gara con oltre un minuto di vantaggio, grazie anche ad un paio di errori del pilota del Drive-in Autosport che oltre a due impatti piuttosto violenti contro il muro si prese anche una penalità per eccesso di velocità in pitlane. Quest'anno era naturale aspettarsi la rivincita fra questi due piloti che l'anno scorso avevano dimostrato di essere fenomenali sull' "inferno verde", e il risultato della prima gara (Santoro a podio e Siggy ritirato per problemi al pc) ha fatto si che rispetto all'anno scorso si invertisse anche la situazione delle zavorre, con l' Audi di Santoro appesantita di 30kg rispetto a quella del rivale, mentre l'anno scorso era Kevin Siggy ad avere 40kg in più.


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